Stefano Artuso

Agenzia: l’AEC Industria del 30 luglio 2014 entra a regime

L’AEC Industria del 30 luglio 2014 è l’ultimo accordo economico collettivo firmato dalle associazioni di categoria di agenti e preponenti.

Esso contiene, fra l’altro, per la prima volta, una disciplina dell’indennità di scioglimento del contratto di agenzia più vicina a quella dettata dall’art. 1751 del Codice civile.

La nuova disciplina si applica ormai anche ai contratti più risalenti (in relazione alle provvigioni maturate dopo il 1 gennaio 2016).

In particolare, l’AEC divide l’indennità di scioglimento del contratto in tre distinti elementi:

  1. l’indennità di risoluzione del rapporto;
  2. l’indennità suppletiva di clientela
  3. e l’indennità meritocratica.

I primi due elementi si sommano tra di loro e sono sempre dovuti all’agente (salve eccezioni derivanti da comportamenti a lui imputabili). Essi rappresentano pertanto, in sostanza, un trattamento di fine rapporto minimo garantito.

Il terzo elemento, invece, non si somma: è dovuto solo se e nella misura in cui sia superiore alla somma di indennità di risoluzione del rapporto e indennità suppletiva di clientela e solo alle condizioni di cui all’art. 1751 c.c.

Tali condizioni, in sintesi, sono:

  • un aumento di valore (in termini di fatturato) della zona affidata all’agente;
  • che sostanzialmente permanga al preponente anche dopo lo scioglimento del contratto.

La verifica delle condizioni implica una diagnosi (calcolo dell’aumento di valore) e una prognosi (permanenza di tale aumento in capo al preponente).

L’AEC ha elaborato in proposito un metodo di calcolo che ha l’indubbio vantaggio di essere abbastanza semplice e bilanciato.

Esso quindi dovrebbe, da un lato, poter consentire alle aziende preponenti di calcolare in modo sufficientemente preciso, in qualsiasi momento temporale, l’indennità totale dovuta all’agente; dall’altro, ridurre per gli agenti l’appeal di azioni in giudizio rivolte a vedersi riconoscere l’indennità nella misura massima consentita dalla legge (un anno di media provvigione).

Manca nell’AEC, è vero, l’”opzione zero”: cioè il caso in cui all’agente nulla sia dovuto, ben contemplato dall’art. 1751 del Codice civile.

E’ altrettanto vero che almeno la parte meritocratica dell’indennità può essere azzerata se l’agente non abbia portato alcun valore aggiunto al preponente e se comunque la componente meritocratica non superi la somma delle altre due componenti.

Stefano Artuso