Marta Pozzoni

Controlli a distanza: non c’e’ il silenzio assenso per l’installazione

Il quesito

È stato chiesto di sapere se è configurabile la fattispecie del c.d. silenzio-assenso con riferimento alle richieste di autorizzazione all’installazione e utilizzo di impianti audiovisivi e di altri strumenti di controllo sul lavoro.

La risposta

Non c’è silenzio assenso e occorre sempre l’emanazione di un provvedimento espresso per la diseguaglianza di stato tra impresa e lavoratori.

Con la risposta (negativa) fornita al quesito posto dal Consiglio Nazionale dell’ordine dei consulenti del lavoro sulla possibile applicazione della regola del silenzio-assenso in materia di richiesta di autorizzazione all’installazione di impianti audiovisivi, il Ministero del Lavoro si è chiaramente pronunciato nel senso di una inderogabile necessità, in tali casi, di un atto espresso di autorizzazione, sia esso di carattere negoziale (accordo sindacale), sia esso di carattere amministrativo (autorizzazione ITL).

Il ragionamento sotteso a tale responso si basa sulla ratio e sulla lettera dell’art. 4 dello Statuto dei Lavoratori, ovvero sull’esigenza di contemperare le esigenze del datore di lavoro (che possono essere di tipo organizzativo, produttivo, di sicurezza e tutela del patrimonio aziendale) con la tutela della dignità e riservatezza del lavoratore sul luogo di lavoro. Ciò anche in continuità con alcuni precedenti interventi del Garante per la protezione dei dati personali (provvedimento generale sulla videosorveglianza 8.04.2010) con istruzioni operative del Ministero (nota 16.04.2012, prot. 7162) e con recenti note di INL (nota 18.06.2018, prot. 302).

Tale interpretazione è condivisa anche dalla giurisprudenza sia civile che penale da ultimo ha affermato “… la diseguaglianza di fatto e quindi l’indiscutibile e maggiore forza economico-sociale dell’imprenditore rispetto a quella del lavoratore, dà conto della ragione per la quale la procedura codeterminativa sia da ritenersi inderogabile, potendosi alternativamente essere sostituita dall’autorizzazione della direzione territoriale del lavoro” (cass. Pen. 22148/2017).

Conclusione

Non è data la possibilità di installare e utilizzare gli impianti di controllo in assenza di un atto espresso di autorizzazione, anche perché va accertata la “necessità della stretta connessione teleologica che deve intercorrere tra la richiesta di installazione e l’esigenza manifestata” e questa verifica non può essere il risultato di un automatismo.

Marta Pozzoni