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Coronavirus e Inadempimento Contrattuale

La diffusione del cosiddetto Coronavirus nel mondo e i conseguenti atti normativi emanati hanno un impatto sui contratti, nazionali ed internazionali, in corso.

Le norme del Codice Civile individuano nell’impossibilità sopravvenuta (articolo 1463 cc) e nell’eccessiva onerosità (articolo 1467 cc), le esimenti della responsabilità derivante dall’inadempimento contrattuale.

Eventuali dispute potrebbero essere facilmente risolte se ci fosse in contratto una clausola che prevedesse fra le cause di forza maggiore una emergenza sanitaria, ma è argomentabile in modo solido che la diffusione del Coronavirus, qualificata come pandemia anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, sia un evento che perlomeno giustifichi un parziale o completo inadempimento ai sensi dell’art. 1256 cc. che dispone che l’obbligazione si estingue quando per una causa non imputabile all’obbligato la prestazione diviene impossibile e, laddove l’impossibilità risulti solamente temporanea, l’obbligato non è responsabile del ritardo nell’esecuzione della prestazione finché tale impossibilità perduri.

Quest’ultima pare la situazione più ricorrente e di probabile applicazione.

Per combattere la diffusione del contagio da Coronavirus, nelle ultime settimane il Governo italiano ha emanato una serie di provvedimenti, tra cui gli ultimi DPCM dell’8, 9 e 11 marzo 2020, che limitano o addirittura sospendono molte attività, sia dei singoli che delle imprese.

Tra le cause invocabili ai fini dell’impossibilità della prestazione ai sensi dell’art. 1256 c.c. rientrano i provvedimenti legislativi o amministrativi (cosiddetti “factum principis”) che impediscono l’esecuzione di alcune prestazioni contrattuali, con la conseguenza più immediata che finché permane l’impossibilità temporanea di esecuzione della prestazione, l’obbligato non è responsabile nel ritardo nell’inadempimento.

Diversamente dall’ordinamento giuridico italiano, a livello internazionale la definizione di forza maggiore è contemplata, oltre che nei principi Unidroit, anche nella Convenzione di Vienna sulla Vendita Internazionale di Beni Mobili del 1980 che la definisce come una situazione caratterizzata dalla:

  • estraneità dell’accadimento dalla sfera di controllo dell’obbligato;
  • non prevedibilità dell’evento al momento della stipulazione del contratto;
  • insormontabilità del fatto impedente o dei suoi esiti.

Premesso tutto quanto sopra, deve essere chiarito che l’evento specifico della pandemia opera come esimente da responsabilità della parte inadempiente solo per motivi strettamente legati alla pandemia medesima e ai correlati atti normativi emanati.

È opportuno, in ogni caso, che l’obbligato informi per iscritto la propria controparte contrattuale dell’impossibilità di eseguire la prestazione, con specifico riferimento all’evento impeditivo.