Gian Paolo Valcavi

Estesa la responsabilità solidale del committente verso i dipendenti del subfornitore

Premessa

La Corte Costituzionale, con sentenza 6 dicembre 2017, n. 254  ha proposto una rivoluzionaria lettura costituzionalmente orientata dell’art. 29, 2° comma del D.lgs. 276/2003, nella sostanza estendendo la tipica responsabilità solidale degli appalti anche alle ipotesi di subfornitura.

Il principio affermato

La Corte ha ritenuto che la norma denunciata debba, per poter superare il vaglio di costituzionalità, essere interpretata “… nel senso, appunto, che il committente e’ obbligato in solido (anche) con il subfornitore relativamente ai crediti lavorativi, contributivi e assicurativi dei dipendenti di questi”.

Il caso concreto

La Corte di Appello di Venezia  aveva rimesso alla Corte Costituzionale la decisione circa la costituzionalità dell’art. 29, comma 2, del D.lgs. 276/2003, in quanto norma non “… suscettibile di essere applicata oltre i casi espressamente previsti (appalto e subappalto), né la natura della disposizione e la diversità di fattispecie contrattuale tra subappalto e subfornitura, consente un’interpretazione costituzionalmente orientata della stessa”.

Ciò in quanto, ad avviso del giudice remittente, l’ipotesi della subfornitura e la possibile sottoprotezione dei dipendenti del subfornitore appariva in tutto simile a quanto può accadere nelle altre ipotesi di esternalizzazioni, non espressamente  menzionate dall’art. 29 D.lgs. 276/2003.

Di qui il sospetto del contrasto con gli articoli 3 e 36 della Costituzione poichè verrebbero fornite tutele diverse per situazioni analoghe, in quanto caratterizzate dalla privazione di una garanzia legale a fronte di fenomeni di esternalizzazione e di parcellizzazione del processo produttivo.

L’iter logico

Una prima (e più semplice) via per estendere il campo di applicazione dell’art. 29 D.lgs. 276/2003 sarebbe quella di qualificare, come affermato in alcuni casi, che la subfornitura non sia altro che una specie del genere appalto. Per tale motivo ad essa sarebbe applicabile automaticamente al committente la responsabilità solidale per il pagamento dei crediti lavorativi, contributivi e assicurativi dei dipendenti del subfornitore.

La Corte Costituzionale sottolinea però come, anche laddove non si volesse seguire questa più semplice strada (considerando, pertanto, la subfornitura come un tipo negoziale autonomo rispetto all’appalto), il risultato non potrebbe cambiare, poichè si dovrebbe, comunque, giungere ad una applicazione analogica dell’art. 29 D.lgs 276/2003.

Premessa di tale ragionamento è che l’introduzione della responsabilità solidale del committente è legata alla necessità di evitare che i meccanismi di decentramento e di dissociazione fra la titolarità del contratto di lavoro e utilizzazione della prestazione, rechino danno ai lavoratori utilizzati nell’esecuzione del contratto di appalto. Non sarebbe, così, giustificabile “….un’esclusione  (che  si  porrebbe,  altrimenti,  in contrasto con  il  precetto  dell’art.  3  Cost.)  della  predisposta garanzia nei confronti dei dipendenti del subfornitore, atteso che la tutela del soggetto che assicura un’attività  lavorativa  indiretta non può non estendersi a tutti i livelli del decentramento”.

L’art. 29 D.lgs. 276/2003 non è quindi una norma eccezionale e, come tale, non suscettibile di applicazione analogica, ma rappresenta una disciplina ordinaria in tema di decentramento produttivo, di cui la subfornitura (come l’appalto) è un esempio.

Conclusioni

Gli effetti della lettura costituzionalmente orientata dell’art. 29 D.lgs. 276/2003 sono, principalmente, di due ordini:

  1. uno interno, di gestione del contratto di subfornitura;
  2. uno esterno, di possibile responsabilità del committente per retribuzioni, contributi e assicurazioni.

 Quanto al punto 1.

Anche nella gestione della subfornitura si dovranno utilizzare quegli strumenti di selezione della controparte contrattuale che possano dare rassicurazioni sulla sua affidabilità economica, che tipicamente si usano nella scelta dell’appaltatore.

Parimenti si dovrà fare ricorso alle classiche verifiche che solitamente vengono usate per monitorare la regolarità  retributiva e contributiva dell’appaltatore.

Così come nell’appalto è buona prassi prevedere clausole contrattuali che impongano al subfornitore la consegna del DURC e di copia delle buste paga dei suoi lavoratori, potendo, in difetto, sospendere i pagamenti delle fatture, così sarà opportuno fare anche per il contratto di subfornitura

Utile sarà anche prevedere la facoltà di sospensione dei pagamenti delle fatture di fronte ad eventuali contestazioni da parte dei lavoratori o ad opera di organi ispettivi nei confronti del subfornitore.

Si tratta di strumenti difensivi che non permettono di eliminare la responsabilità solidale, ma che possono fornire elementi di sospetto e protezioni minime verso un subfornitore non affidabile.

Quanto al punto 2.

Per la gestione del punto 2, non vi sono altri strumenti che la redazione di un buon contratto con clausole risolutive, strumenti di accantonamento obbligatorio del TFR dei dipendenti del subfornitore o strumenti di controllo (da utilizzare effettivamente).

Ancora una volta si tratta di mezzi che non possono eliminare la responsabilità solidale, ma che possono cercare di attenuarne gli effetti economici negativi.

Non sfugga che si tratta della responsabilità solidale per:

  • crediti retributivi maturati durante il periodo di correlazione tra committente ed impresa che ha eseguito i lavori, ivi compresi, “pro-quota”, quelli relativi al trattamento di fine rapporto;
  • contributi previdenziali e premi assicurativi dovuti per il periodo di esecuzione della prestazione.

e, quindi, di importi anche elevati.

La scelta del partner affidabile (anche se più caro) può essere vincente, soprattutto se accompagnata da un buon contratto.

Gian Paolo Valcavi