Nicoletti Camilla

I contratti stipulati da Gran Bretagna e Unione Europea con AstraZeneca a confronto

Entrambi i contratti prevedono, a carico di AstraZeneca, l’obbligo di adempiere alla fornitura di vaccini secondo lo standard cd. dei “best reasonable efforts” (l’impegno che sia ragionevole attendersi da una azienda similare, per grandezza e risorse, ad AstraZeneca, in relazione all’urgenza della situazione pandemica).

I due contratti differiscono invece per (a) il grado di specificità della clausola relativa alla consegna dei vaccini e (b) per le conseguenze in tema di inadempimento.

A. L’obbligazione di consegna

L’articolo 6 del contratto stipulato dalla Gran Bretagna (retto dal diritto inglese) prevede l’utilizzo dei cd. “best reasonable efforts” per rispettare le tempistiche di consegna previste nell’allegato 3 del contratto. Una volta indicata da AstraZeneca la data di consegna definitiva ed il numero di unità di vaccino oggetto della consegna, la casa farmaceutica non potrà modificare tali condizioni senza il previo consenso scritto dell’acquirente, fatto salvo un termine di grazia di 5 giorni, in caso di ritardo.

Invece, l’articolo 8 del contratto stipulato dall’Unione Europea (retto dal diritto belga) si occupa principalmente di definire (i) le modalità dell’ordine, (ii) il pagamento delle dosi e, (iii) solo genericamente, le modalità ed i termini di consegna dei vaccini, per rispettare i quali utilizzerà i cd. best reasonable efforts.

B. Inadempimento

Nel caso in cui AstraZeneca non dovesse essere in grado di fornire i vaccini per mancanza di prodotti, l’articolo 6 del contratto stipulato dalla Gran Bretagna prevede: (i) l’obbligo di informare prontamente l’acquirente, (ii) l’impegno delle parti a discutere in buona fede per risolvere la questione e (iii) l’utilizzo da parte di AstraZeneca dei cd. best reasonable efforts per assicurare la fornitura dei prodotti in conformità con quanto previsto dal contratto. In caso di inadempimento, il contratto potrà essere risolto, tra l’altro: (i) dalla parte adempiente qualora l’altra non abbia rimediato all’inadempimento entro 30 giorni da apposita comunicazione nonché (ii) dall’acquirente, mediante comunicazione scritta, nel caso in cui la consegna dei prodotti non sia stata completata secondo i termini previsti dall’articolo 22.9.2.

Il contratto stipulato dall’Unione Europea prevede in caso di ritardo nella consegna, la facoltà per ciascuno stato membro di sospendere i pagamenti (art. 8.2), con rinuncia della Commissione e/o degli stati membri ad agire nei confronti di AstraZeneca (art. 15.2).  Invece, in caso di inadempimento delle obbligazioni (considerate nell’insieme) da parte di AstraZeneca, la Commissione, per conto degli stati membri, potrà risolvere il contratto dopo aver notificato formalmente tale intenzione alla casa farmaceutica, la quale avrà 30 giorni di tempo per porvi rimedio oppure per contestare la posizione della Commissione.

In conclusione, sebbene in entrambi gli accordi si basino sullo standard dei cd. best reasonable efforts, il contratto inglese disciplina più dettagliatamente gli obblighi di consegna a carico di AstraZeneca, prevedendo maggiori tutele per l’acquirente, compresa la possibilità di risolvere il contratto in caso di inadempimento. Di contro, il contratto sottoscritto dall’Unione Europea è meno specifico ed i rimedi previsti in caso di inadempimento paiono meno efficaci: per la ritardata consegna l’unica facoltà degli stati membri è la sospensione dei pagamenti, mentre la risoluzione anticipata del contratto è possibile solo in caso di un inadempimento globale di AstraZeneca, avuto cioè riguardo all’intero contenuto dell’accordo.

di Camilla Nicoletti