Gian Paolo Valcavi

COVID – 19. Misure di tutela della salute: il Protocollo 14 marzo 2020

In data 14 marzo 2020, in seguito all’invito del Presidente del Consiglio e dei Ministri competenti, è stato sottoscritto dalle parti sociali il “Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus COVID-19 negli ambienti di lavoro” (di seguito il “Protocollo”)

Con il Protocollo le parti sociali hanno cercato di individuare alcune regole operative da seguire per garantire un bilanciamento tra la prosecuzione delle attività produttive e condizioni di salubrità e sicurezza degli ambienti di lavoro, in presenza della diffusione del COVID-19.

Il Protocollo si articola in tredici capitoli, con cui si cerca di individuare un comportamento minimo da adottare da parte dei datori di lavoro e dei lavoratori.

Rinviando alla diretta lettura del Protocollo per un’analisi delle regole da seguire, si cerca qui di fornire alcuni suggerimenti pratici per poter applicare le indicazioni fornite dalle parti sociali.

MISURE DA APPLICARE PER I DIPENDENTI

La misurazione della temperatura

Per la misurazione della temperatura prima dell’accesso ai locali aziendali è opportuno, a prescindere dallo strumento utilizzato (ad esempio termometro o telecamera termica), affiggere una chiara informativa sul tipo di trattamento effettuato, con espressa indicazione del fatto che la finalità è esclusivamente la corretta applicazione dell’art. 1, n.7, lett. d) del DPCM 11 marzo 2020 e che non si procederà ad alcuna conservazione dei dati raccolti.

La sanificazione

Il Protocollo richiede lo svolgimento di un’attività particolarmente impegnativa, sia dal punto di vista organizzativo che economico, consistente nella sanificazione straordinaria nei locali spogliatoio, ristoro, aree operative tra i diversi turni con prodotti spray che non necessitino di risciacquo ed asciugatura.

Le aree comuni

In aggiunta alla necessità di cercare, tramite l’utilizzo di diverse regole di accesso o di una diversa organizzazione dei turni, di ridurre il numero di addetti contemporaneamente presenti nell’area aziendale, è importante che:

  • si evitino contatti interpersonali ravvicinati, soprattutto negli spogliatoi o nei locali di ristoro, tra addetti appartenenti a diversi reparti;
  • si evitino situazioni di affollamento soprattutto durante le pause;
  • si incentivi l’uso di stoviglie e posateria monouso nelle mense;
  • si privilegi la distribuzione del cibo in porzioni preconfezionate;
  • si limiti (o addirittura si inibisca) l’accesso alle macchinette di ristoro, assicurando non solo che non vi sia sovraffollamento, ma anche che sia garantita la distanza tra le persone che desiderano rifocillarsi.

Le trasferte

Le trasferte sono vietate e quelle già programmate devono essere annullate.

MISURE PER L’ACCESSO DI PERSONE ESTERNE

Ferma restando la necessità di evitare il più possibile l’ingresso di visitatori, fornitori, clienti, è necessario che tali soggetti accedano alle aree aziendali in orari prestabiliti e seguendo percorsi predeterminati, così da evitare il più possibile contatti con il personale interno.

In particolare, gli autisti degli automezzi di trasporto merci devono essere dotati di DPI a protezione di mani, naso e bocca e devono evitare, laddove possibile, di scendere. Pertanto, solo in via eccezionale è possibile la discesa dal mezzo e, in tale caso, deve essere rispettata la misura di sicurezza della distanza di almeno un metro tra le persone. Per evitare contatti, la documentazione di trasporto deve essere trasmessa in via telematica.

REGOLE VALIDE PER TUTTI

 La responsabilizzazione

È evidente che la corretta applicazione delle misure di sicurezza atte a limitare le possibilità di contagio (tra cui quelle previste dal Protocollo) presupponga la collaborazione di tutti, siano essi appartenenti all’organizzazione o esterni ad essa.

Potrà, perciò, essere inibito l’accesso ai locali aziendali e agli uffici a tutti coloro che non accettino di sottoporsi al controllo preventivo della temperatura.

Parimenti sarebbe opportuno evidenziare, tramite comunicazioni facilmente consultabili e visibili, che chi entra in azienda si assume ogni responsabilità nei confronti dell’impresa in merito all’assenza di alcuna delle condizioni ostative all’accesso e si impegna a tenere un comportamento collaborativo e responsabile.

***

Gian Paolo Valcavi