Ceriani Bertinetti Leonardelli

Nuovi doveri e responsabilità di amministratori e sindaci

Il D. Lgs. n. 14/2019, che introduce il nuovo codice sulla crisi d’impresa e dell’insolvenza, modifica in maniera importante alcune norme del codice civile in ambito societario in vigore dal 16 marzo 2019. Di seguito le principali novità.

I. I nuovi doveri degli amministratori di società di persone e di capitali

A partire dal 16 marzo 2019 e ai sensi del nuovo testo dell’art. 2086 c.c., sia gli amministratori delle società personali sia quelli delle società di capitali dovranno adoperarsi per adottare un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell’impresa, anche al fine di rilevare tempestivamente lo stato di crisi e di perdita della continuità aziendale nonché di attivarsi senza indugio per l’adozione e l’attuazione di uno degli strumenti previsti dall’ordinamento per il superamento della crisi e il recupero della continuità aziendale (in particolare il procedimento di composizione assistita dall’Osservatorio Crisi e Risanamento delle Imprese e gli altri strumenti concorsuali in seconda istanza).

II. La responsabilità degli amministratori di s.r.l.

Il nuovo quinto comma dell’art. 2476 c.c. riproduce interamente l’art. 2394 c.c. già previsto in materia di responsabilità degli amministratori di s.p.a., così prevedendo anche per le s.r.l. che “gli amministratori rispondono verso i creditori sociali per l’inosservanza degli obblighi inerenti alla conservazione dell’integrità del patrimonio sociale. L’azione può essere proposta dai creditori quando il patrimonio sociale risulta insufficiente al soddisfacimento dei loro crediti. La rinunzia all’azione da parte della società non impedisce l’esercizio dell’azione da parte dei creditori sociali. La transazione può essere impugnata dai creditori sociali soltanto con l’azione revocatoria quando ne ricorrono gli estremi”.

III. La denuncia dei soci delle violazioni dei doveri degli amministratori

Il nuovo ultimo comma dell’art. 2477 c.c. estende alle s.r.l., anche se prive di organo di controllo, la possibilità per i soci di denunciare ai sensi dell’art. 2409 c.c. (previsto per le s.p.a.) al Tribunale gravi irregolarità nella gestione poste in essere dagli amministratori in violazione dei loro doveri.

IV. Il danno da responsabilità degli amministratori di società di capitali

All’art. 2486 c.c. è aggiunto un nuovo secondo comma che disciplina la quantificazione del danno da responsabilità degli amministratori di società di capitali. L’articolo prevede che quando è accertata la responsabilità degli amministratori, e salva la prova di  un diverso ammontare, il danno risarcibile si presume pari alla differenza tra il patrimonio netto alla data in cui l’amministratore è cessato dalla carica o, in caso di apertura di una procedura concorsuale, alla data di apertura di tale procedura e il patrimonio netto determinato alla data in cui si è verificata una causa di scioglimento di cui all’art. 2484 c.c., detratti i costi sostenuti e da sostenere, secondo un criterio di normalità, dopo il verificarsi della causa di scioglimento e fino al compimento della liquidazione. Se è stata aperta una procedura concorsuale e mancano le scritture contabili o se a causa dell’irregolarità delle stesse o per altre ragioni i netti patrimoniali non possono essere determinati, il danno è liquidato in misura pari alla differenza tra attivo e passivo accertati nella procedura.

V. L’obbligo di nomina dei sindaci o del revisore per le s.r.l. medio piccole

Il nuovo secondo comma dell’art. 2477 c.c. prevede la nomina obbligatoria dell’organo di controllo o del revisore se la società:

  1. è tenuta alla redazione del bilancio consolidato;
  2. controlla una società obbligata alla revisione legale dei conti;
  3. ha superato per due esercizi consecutivi almeno uno dei seguenti limiti: 1) totale dell’attivo dello stato patrimoniale: 2 milioni di euro; 2) ricavi delle vendite e delle prestazioni: 2 milioni di euro; 3) dipendenti occupati in media durante l’esercizio: 10 unità.

In tal modo vengono introdotte, alla lettera c, soglie molto ridotte rispetto al testo previgente ma l’obbligo cessa se, per tre esercizi consecutivi, i predetti limiti non vengono superati.

Al medesimo art. 2477 c.c. viene inoltre previsto che se l’assemblea non provvede alla nomina dell’organo di controllo o del revisore vi provvede il Tribunale, oltre che su istanza di qualsiasi soggetto interessato, su segnalazione del conservatore del Registro Imprese.

Le s.r.l., già costituite alla data di entrata in vigore della nuova disciplina, quando ricorrono i requisiti di cui alle lettere sopra indicate, devono provvedere a nominare gli organi di controllo o il revisore e, se necessario, ad uniformare l’atto costitutivo e lo statuto entro nove mesi dal 16 marzo 2019.

VI. I nuovi doveri di controllo dei sindaci e dei revisori

I sindaci e i revisori, ciascuno nell’ambito delle proprie funzioni, hanno l’obbligo di verificare che gli amministratori valutino costantemente, assumendo le conseguenti idonee iniziative, se l’assetto organizzativo dell’impresa è adeguato, se sussiste l’equilibrio economico finanziario e qual è il prevedibile andamento della gestione.

I soggetti di cui sopra hanno altresì l’obbligo di segnalare immediatamente agli stessi amministratori l’esistenza di fondati indizi della crisi. Tale segnalazione deve essere motivata fatta per iscritto con mezzi che assicurino la prova dell’avvenuta ricezione e deve contenere la fissazione di un congruo termine, non superiore a trenta giorni, entro il quale gli amministratori devono riferire in merito alle soluzioni individuate e alle iniziative intraprese. In caso di omessa o inadeguata risposta, ovvero di mancata adozione nei successivi sessanta giorni delle misure ritenute necessarie per superare lo stato di crisi, i sindaci e i revisori informano senza indugio l’Osservatorio Crisi e Risanamento delle Imprese, fornendo ogni elemento utile per le relative determinazioni, anche in deroga all’obbligo di segretezza di cui all’art. 2407 c.c..

La tempestiva segnalazione da parte dei sindaci e dei revisori agli amministratori costituisce causa di esonero dalla responsabilità solidale per le conseguenze pregiudizievoli delle omissioni o azioni successivamente poste in essere dagli amministratori che non siano conseguenza diretta di decisioni assunte prima della segnalazione. Non costituisce giusta causa di revoca dall’incarico dei sindaci e dei revisori la segnalazione di cui si discute.

Infine, il nuovo codice della crisi concede ai sindaci il potere, sino ad oggi inibito, di chiedere la liquidazione giudiziale della società, sia s.r.l. che s.p.a..

Claudio CerianiFrancesca BertinettiArianna Leonardelli