Alessandra Ferreri

Patent box e tassazione agevolata di marchi e brevetti. Al via gli incontri per le PMI

Cos’è il Patent Box?

Il Patent box è un’agevolazione fiscale che prevede l’esclusione dalla tassazione di una quota del reddito derivante dall’utilizzo di software protetto da copyright, da brevetti industriali, da marchi d’impresa, da disegni e modelli, nonché da processi, formule e informazioni relativi ad esperienze acquisite nel campo industriale, commerciale o scientifico giuridicamente tutelabili (il know how).

Chi può utilizzare questa agevolazione?

Possono accedere all’agevolazione tutti i soggetti titolari di reddito d’impresa, inclusi i soggetti non residenti con stabile organizzazione nel territorio dello Stato, a condizione che siano residenti in Paesi con i quali è in vigore un accordo per evitare la doppia imposizione e con i quali lo scambio è effettivo.

Con la manovra correttiva 2017 i marchi d’impresa sono stati esclusi dal campo di applicazione del patent box: non solo dunque dal 2017 non potrà più essere richiesta l’agevolazione sui marchi, ma il D.L. n. 50/2017 prevede che le imprese che hanno presentato la domanda nei termini non potranno esercitare il rinnovo dell’opzione una volta scaduti i 5 anni.

Il know-how rimane, invece, completamente agevolabile.

I prossimi passaggi

Dopo la chiusura da parte della Direzione Centrale dell’Agenzia delle Entrate dei 10 accordi sulle istanze di “patent box” presentate dalle imprese con un volume d’affari o ricavi pari o superiori a 300 milioni di euro è ora il turno delle direzioni locali: queste stanno infatti convocando le PMI e le grandi imprese con un fatturato al di sotto dei 300 milioni di euro al fine di concludere accordi sulla tassazione agevolata su marchi e brevetti.

L’invito a comparire costituisce l’effettivo avvio della procedura di ruling e quelle imprese che riusciranno a chiudere l’accordo entro settembre 2017 potranno iniziare a beneficiare degli sgravi già in sede di presentazione della dichiarazione dei redditi Unico 2017 per gli utili relativi all’esercizio 2016, nella quale potranno indicare la variazione in diminuzione relativa all’esercizio 2015 o presentare una dichiarazione integrativa di favore.

La Direzione regionale del Lazio ha raggiunto due accordi di patent box che vanno ad aggiungersi ai 10 conclusi nei mesi scorsi a livello centrale e presi in esame dall’Agenzia come “casi pilota” attraverso cui definire i metodi e i criteri di calcolo del contributo economico dei beni intangibili alla produzione del reddito d’impresa dei contribuenti, per determinare la quota di reddito imponibile agevolabile.

I dieci casi pilota ed il conseguente beneficio fiscale

Tra i dieci casi pilota presi in esame dall’Agenzia delle Entrate (su un totale di 4.473 domande, 63 delle quali rigettate perché prive dei requisiti richiesti e 2.523 decadute per il mancato successivo deposito della necessaria documentazione) costituite da società che hanno formalmente ottenuto il beneficio fiscale, potendo così godere della detassazione dei sovraprofitti derivanti dall’uso di marchi e brevetti, vi sono Coin, Ferragamo, Solvay Italia e Tod’s.

Le richieste di agevolazione nel biennio 2015/2016 hanno avuto ad oggetto soprattutto i marchi di impresa: le istanze che li hanno interessati sono state pari al 40% sul totale; gli altri beni intangibili per cui è stato maggiormente richiesto l’accesso al patent box, sono stati poi brevetti e know how (oggetto rispettivamente di circa il 20% delle domande). Tra i beni immateriali opzionabili l’unico ad aver registrato un incremento rispetto al 2015 è il software, passato da 304 a 485 istanze.

Alessandra Ferreri