Ivan Fossati

Revocatoria fallimentare delle rimesse bancarie

La Cassazione, con sentenza n. 277 del 9 gennaio 2019, in tema di revocatoria fallimentare delle rimesse bancarie, supera il distinguo tra quelle solutorie e ripristinatiorie, enunciando il seguente principio di diritto: “In tema di azione revocatoria fallimentare, l’art. 67, comma 3, lett. b), l.fall. prescinde dalla natura solutoria o ripristinatoria della rimessa e quindi dal fatto che la stessa afferisca a un conto scoperto o solo passivo, ma impone al giudice del merito di accertare la revocabilità della rimessa stessa avendo riguardo, oltre che alla consistenza, alla durevolezza di essa”.

Quel che rileva, quindi, è unicamente la consistenza e durevolezza degli effetti estintivi dell’esposizione debitoria; in altri termini, ai fini della revocabilità dell’operazione, quel che conta è l’aspetto sostanziale e non formale: se la rimessa avviene nell’ambito di un’operatività normale del conto in cui vi sono molteplici operazioni di segno opposto che neutralizzano e riequilibrano gli effetti della rimessa in questione, la stessa non è revocabile; diversamene, la stessa è revocabile, a prescindere dal fatto che sia un’operazione intra-fido o meno.

Ivan Fossati