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Sponsorizzazione delle ASD

Conviene alle aziende, perché?

Le sponsorizzazioni possono definirsi come un contratto a prestazioni corrispettive in base al quale lo sponsor si obbliga ad una prestazione in denaro o in natura e il soggetto sponsorizzato si obbliga a pubblicizzare e propagandare il prodotto, i servizi, il marchio e l’attività svolta dallo sponsor.

L’art. 90 della Legge n. 289/2002, al comma 8, prevede che il corrispettivo in denaro o in natura in favore di associazioni sportive dilettantistiche costituisce, per il soggetto erogante e fino ad un importo annuo complessivamente non superiore a Euro 200.000.

In quanto spese di pubblicità, gli importi erogati, IVA compresa, sono interamente deducibili nell’esercizio in cui sono state sostenute o in quote costanti nell’esercizio stesso e nei quattro successivi.

Come gestirla in modo da non avere sorprese?

Affinché la sponsorizzazione possa essere qualificata come spesa di pubblicità, senza timore di smentita da parte dell’Agenzia delle Entrate è fondamentale che:

  • nel relativo contratto sia prevista, da parte dell’associazione sponsorizzata, una prestazione che possa portare un ritorno commerciale allo sponsor (ad es. denominazione e logo dello sponsor, che svolge la propria attività a Milano o in Lombardia, sulle magliette della squadra dell’associazione la cui attività sportiva si svolge a Milano) e tale prestazione deve essere concretamente posta in essere (e documentata, nel caso di controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate negli anni successivi);
  • il rapporto tra la spesa di sponsorizzazione e la prestazione della sponsorizzata non deve essere sproporzionato;
  • le spese di sponsorizzazione devono essere equilibrate e proporzionate rispetto al volume d’affari dello sponsor.

SCF Studio Legale segue attivamente iniziative a carattere sociale. Per saperne di più: SCF More.