Ivan Fossati

Voto di scambio politico-mafioso

E’ entrata recentemente in vigore la Legge 43/2019, recante  la “modifica all’articolo 416-ter del codice penale in materia di voto di scambio politico-mafioso”, già presente nel catalogo dei reati presupposto della responsabilità amministrativa degli enti ex D.Lgs 231/01.

La nuova formulazione del citato articolo prevede, in particolare, un inasprimento della pena per chi commette il reato  ed un’estensione della punibilità anche nei confronti degli intermediari.

Il testo oggi in vigore prevede, nello specifico:

Chiunque accetta, direttamente o a mezzo di intermediari, la promessa di procurare voti da parte di soggetti appartenenti alle associazioni di cui all’articolo 416-bis o mediante le modalità di cui al terzo comma dell’articolo 416-bis in cambio dell’erogazione o della promessa di erogazione di denaro o di qualunque altra utilità o in cambio della disponibilità a soddisfare gli interessi o le esigenze dell’associazione mafiosa è punito con la pena stabilita nel primo comma dell’articolo 416-bis.

La stessa pena si applica a chi promette, direttamente o a mezzo di intermediari, di procurare voti nei casi di cui al primo comma.

Se colui che ha accettato la promessa di voti, a seguito dell’accordo di cui al primo comma, è risultato eletto nella relativa consultazione elettorale, si applica la pena prevista dal primo comma dell’articolo 416-bis aumentata della metà.

In caso di condanna per i reati di cui al presente articolo, consegue sempre l’interdizione perpetua dai pubblici uffici”.

Ivan Fossati – Partner at SCF Studio Legale